Che sia la notte del male che si avvicina, che sia il grigio fuori dalla finestra, che sia la temperatura bassa di camera mia, che siano un po' di magagne varie, ma oggi mi sento mogio. Ottimo momento per mettere per iscritto un po' di pensieri che altrimenti ronzano fastidiosamente nella mia testa, rovinando ogni mio altro pensiero.Ricapitolo veloce per i distratti.
Dopo 2 anni scarsi di carriera all'estero torno in italia.Cerco inutilmente un lavoro decente per un annetto, rifiutando alcune (poche) offerte all'estero.La mia morosa nel frattempo lavora tre mesi in banca, e tra poco comincia a lavorare per una azienda in zona. Spinto dalla frustrazione mi iscrivo ad un corso gratuito in un settore che mi interessa poco.
Ed oggi sono qui, a fare i conti per capire che succederà, dispero di trovare lavoro entro venerdì, data di inizio corso e ormai mi sto rassegnando alle 8 ore di corso al giorno, più le 3 di viaggio che mi dovrò fare tutti i giorni. Ho dato la scadenza alla morosa: le ho detto che la prova la faccio, non so se riesco a reggere, e non so se porterà a qualcosa, ma, e che sia ben chiaro, se il progetto "corso" non porta frutti, o se non riesco a terminarlo io mi arrendo.Lei faccia quello che vuole, io emigro di nuovo.
La stanchezza per questa situazione infelice mi sta consumando, mi sento tornato indietro di anni, con la differenza che ora sono più "vecchio", con una donna, e senza quasi amici per aiutarmi a "non pensare".
Quando ero in questa situazione - prima - era diverso : pensavo che il futuro era pieno di possibilità, e che le avrei colte. E comunque c'erano le serate a bere e fare casino, c'erano le feste, c'erano le ragazze....insomma il futuro lavorativo era vago, il presente lavorativo insoddisfacente, ma i soldi erano più che abbastanza, ed i divertimenti tantissimi. Certo la felicità è diversa, ma a parte qualche momento di sconforto la mia vita era bella.
Ora...ora invece non ho quasi più divertimenti, ore infinite a pensare, dubbi sempre più concreti che il mio futuro si stia ipotecando. Certo ho una donna che amo, ma a volte mi accorgo che non basta.
A volte, penso che sia colpa sua se sono in sta situazione, ma è solo un attimo: so che è colpa mia.
Sono io che sono responsabile delle mie scelte, nessun'altro. Facile accusare, meno facile prendersi le colpe. Ma nessuno mi ha minacciato, potevo fare delle altre scelte e non le ho fatte.
Ripenso spesso al 2000, un anno terribile in cui non ho prodotto nulla, ripenso spesso a quanto ho accusato la mia "lei" di allora di aver rovinato la mia vita. E a quando poi ho capito che non era vero niente: "lei" era una scusa, una scusa per non ammettere le mie debolezze.Da allora ho sempre pensato che non avrei mai permesso a nessuno di farmi sentire come quella volta, e ci sono riuscito.Ho imparato a controllare il mio umore, ho imparato a controllare i mie pensieri, ho imparato a trovare la felicità in tante cose. Ed ho imparato a capire, che a volte ci sono delle giornate che "ti prende male" ma che se le guardi bene, capisci che è la pioggia e il cielo grigio a farti fare quei pensieri, capisci che non sei giù di corda per un motivo vero, anzi, capisci che sei come ieri, e magari ieri eri pure contento di qualche cosa.
Insomma, nel mentre scrivevo, non è cambiato nulla, ma ho fatto due chiacchiere con la morsa, ho dato un consiglio a mia sorella, e mangiato mezza sfogliatella e anche se tutte le cose delle premessa sono ancora lì, beh mi sento meglio.
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